venerdì 24 luglio 2009

ULURU

Solo una parola...Uluru.
Quando pensi all'Australia e non ci sei mai stato, la prima cosa che ti viene in mente e che non è stata costruita dall'uomo tipo l'Opera House, è quella montagna sacra per il popolo aborigeno in mezzo ad un Continente, non in una nazione, e isolata dal resto della civiltà per migliaia di km...
Alcuni lo chiamano Ayers rock, il nome dato dagli Australiani, altri semplicemente "The Rock". Per me è Uluru e basta!
Non stiamo parlando di una semplice "roccia", come sono soliti indicare gli australiani che come storia alle spalle non hanno nulla da dire in confronto ad un popolo che quando mise piede su questa Terra, l’unica cosa di evoluto esistente fino a quel momento, erano le piramidi.. Quindi massimo rispetto per gli aborigeni, parola che hanno dovuto conquistare con il sangue contro gli invasori delle loro terre, ma che ancora oggi non hanno del tutto. Se hai letto qualcosa, anche solo su una guida, riguardo Uluru e cosa significa per gli aborigeni questo luogo sacro, sai che già il solo fatto di andarci è un privilegio che non hanno tutti, quindi bisogna davvero avere un atteggiamento rispettoso perché si è in un posto dove ogni singolo granello di sabbia ha un significato importante per loro. Non voglio esagerare ma per me è stato così quando ho iniziato a intravedere la sua forma dal finestrino del bus. Ma la maggior parte della gente non ha lo stesso rispetto quando lo visitano. Per molti è solo un luogo turistico come altri, affascinante per quell’alone di mistero che porta dietro di se perchè dopo aver guidato km in un paesaggio piatto, ti vedi spuntare lui! Già il solo fatto che il governo del Northern Territory permette ancora oggi la schifosa usanza di scalarlo, ne è una prova! Quando ho visto quelle persone farlo, avrei voluto insultarli come loro stavano facendo in quell’istante nei confronti del popolo aborigeno! Comunque per fortuna le persone che ogni anno provano a scalarlo stanno diminuendo, quindi qualcuno sta iniziando a capire…

Ritornando al mio viaggio, dopo aver lasciato V e bontà a Cairns alle prese della conquista di Cape Tribulation con Gollosa e tempeste varie, io e Alice arriviamo ad Alice Springs nel primo pomeriggio. Visto che era Marzo e in Australia almeno nelle zone meridionali dove le temperature ricordano lontanamente le nostre vuol dire settembre, ci aspettavamo delle temperature “calde”. Però visto che eravamo in mezzo all’Outback dell’Australia, dove anche d’inverno le temperature raggiungono i 30° gradi e più, potete immaginare cosa ci ha colpito appena abbiamo lasciato i 20° gradi costanti dell’aereo: un forno!!! Dopo esserci acclimatati, io e Alice ci siamo diretti al nostro ostello e poi verso la sede del “The Rock Tour” dove abbiamo confermato la nostra presenza al tour per Uluru. Quel giorno è da ricordare soprattutto perché la Gerna cioè quella persona che aveva ripudiato in tutti i modi FB e che si era promessa di non iscriversi mai, ha fatto quello che io mi aspettavo… Cioè tramite il mio aiuto si è iscritta! Potete immaginarvi i commenti che le ho rivolto! :-D La giornata l’abbiamo conclusa facendo un giro della cittadina, visto che Alice non c’era mai stata, cercando di approfittare della cosa anche per acquistare un didjeridoo: cioè quella specie di corno (lo descrivo così per aiutare a capire, per chi non lo conoscesse, cos’è!) che è il tipico strumento usato dagli aborigeni. Il giorno dopo sveglia alle 5 visto che per le 6 del mattino dovevamo essere pronti per la partenza.La guida del tour era un ragazzotto inglese di 23 anni.. Le impressioni della gente con cui avremmo fatto il tour non erano state negative da parte mia visto che il gruppo era abbastanza misto e soprattutto perché c’era la presenza di ben 3 danesi (donne ovviamente!):-P C’erano inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, danesi, koreani, giapponesi e un’americano dell’Alaska che poteva avere una 60ina di anni e che visto che ormai era in pensione, aveva deciso di iniziare a viaggiare per il mondo.Insomma un bel gruppetto. Ma i miei 2 eroi erano 2 inglesi di Hastings che avevano un problema con le loro scarpe visto che le avevano perse la sera prima del tour dopo aver passato la serata ad un pub a sbronzarsi (strano!:-D). Non so bene la dinamica, ma in pratica un gruppo di aborigeni li avevano fermati per chiedere dei soldi! Visto che erano ubriachi (inglesi e aborigeni!) la cosa è degenerata e per paura, gli hanno lasciato le loro scarpe!:-D Guardate come erano ridotti il giorno dopo visto che non avevano dormito per via della loro avventura!

Invece il giudizio della Gerna sul gruppo, dopo averli squadrati tutti, era stato ampiamente negativo. Alchè gli dissi: “ma il meno peggio (che per me nn vuol dire bello!:D) potrebbe essere la guida…Non trovi???” La sua risposta “la guida???Ma l’hai visto? Con quegli occhiali da sfigato???”Dopo neanche un mattinata il giudizio della Gerna era un zinzinello cambiato…(non riporto le sue testuali parole, ma vi posso dire che con quello lì non si sarebbe limitata ad una semplice chiacchierata incentrata sulla situazione economica attuale!;-) Per dovere di cronaca metto 2 foto che possono descrivervi, almeno da un punto di visto fisico, il tipo!=)))

ecco i famosi occhiali!

Non potete capire come ero eccitato al pensiero di andare ad Uluru, anche perché il destino ha voluto che fosse il mio ultimo vero viaggio in terra australiana dopo un anno di vagabondaggio. Avrei pensato tutto ma non che terminassi questa avventura proprio lì.. Se ci penso mi vengono ancora i brividi… Questo è quello che abbiamo vissuto appena partiti all'alba...

Un bel dingo!

Prima tappa del tour è stato il Kings Canyon..Non pensate che sia come quello americano, ma ha il suo fascino.

vedete qualcosa???;-)

Non posso mai scordare la faccia di April Winter, ragazza canadese (Ma puoi chiamare Aprile una ragazza che ha già come cognome Inverno???:-) che alla fine di questa salita (che era effettivamente ripida e poco gradevole da fare con 38°!)

si sedette su un sasso distrutta dalla fatica sventolando il suo ventaglio..Sembrava una di quelle signore di mezza età che sono in gita turistica!(non ho nulla in contrario alle signore di mezza età sia chiaro, ma mi faceva ridere il fatto che lo facesse una ragazza di 23 anni!:D)

Fantastico la valle dell’Eden..Praticamente in mezzo a tutto questa terra rossa arida, in una gola riparata dal vento e dal sole di mezzogiorno, l’accumulo dell’acqua piovana unito a dei corsi d’acqua sotterranea, hanno favorito il formarsi di questa oasi vera e propria.

Il bagnetto dopo 2 ore di cammino è stato obbligatorio!

Dopo il Kings Canyon, la prossima meta era il campo base dove dovevamo accamparci per la notte, non senza prima fermarci in mezzo alla strada per raccogliere della legna che ci serviva per il fuoco

=)

ammirare il tramonto nel deserto

e scambiare il monte Conner che è questo coso qui

per Uluru!!!Credo che sia un errore che molti facciano perché è sulla stessa strada che porta ad Uluru e da lontano sembra avere la stessa forma, ma è molto più grande!

Accamparsi sotto le stelle, davanti al fuoco in mezzo a niente, dove l’unico rumore che senti (a parte le scorregge credo del tipo dell’Alaska!) è la brezza che si leva durante la notte e che muove i cespugli di spinnifex è una cosa che poche volte puoi vivere durante la vita se si vive una vita diciamo così “normale”..Fantastico!

Il giorno dopo la nostra meta è stata Kata Tjuta o meglio conosciuti con il nome di Monti Olgas.

Quel giorno faceva davvero caldo, però il percorso in mezzo a queste strane montagne lisce come se fossero state levigate dalla mano dell’uomo, ti fa una certa impressione e ti fa dimenticare (o quasi) i 42° che ti colpiscono la testa con tutta la loro intensità!

Questo simpatico e innocuo animaletto è un Throny Devil.. Non vi preoccupate: stranamente, come invece capita con qualsiasi cosa si muove in Australia, non morde, punge e non ti uccide!L'unica arma di cui dispone è l'immobilizzazione.. Quando si sente attaccato, lui sta fermo fingendosi un sasso! Anche la "corazza" serve a proteggersi dai predatori come i 2 "fake eyes"(occhi finti) che si ritrova sul dorso.

Dopo Kata Tjuta era finalmente arrivato il momento…

Era una delle cose a cui tenevo di più vedere perché anche se in questo anno d’Australia ho visto posti stupendi che la mia immaginazione difficilmente mi portava a pensare, Uluru era uno dei pochi posti che conoscevo già prima di partire, quindi ero voglioso di assaporare quella sensazione che provi quando ti trovi faccia a faccia in quel luogo ricco di significato. Arrivati lì abbiamo prima fatto un mini percorso che portava a vedere le caverne principali del “monte” dove i primi aborigeni si erano stabiliti. Il segno della loro permanenza è testimoniato dalla presenza di numerosi disegni che si trovano sulle pareti

Poi siamo andati nel sunset parking, dove appunto si può ammirare Uluru durante il tramonto. All’inizio ero molto incazzato per via dalla presenza dei numerosi tour composti da quei grossi bus pieni di asiatici o di ricconi in pensione che erano lì per ammirare sia il tramonto ma soprattutto per sorseggiare lo champagne e gustare il banchetto che il tour gli forniva.. Uno squallore che non potete immaginare! Però nonostante tutto sono riuscito ad isolarmi da loro e anche dal resto della compagnia che formava il mio gruppo per stare lì ad ammirare il cambiamento di colori che avviene al calar del sole, ascoltando con il mio ipod indovinate un po’ cosa??? Ovviamente “Shine on you crazy diamond”...

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Non esiste canzone più azzeccata da ascoltare in uno tra i posti più mistici della Terra…

Avuti i miei 20 minuti di gloria, mi sono poi riunito al resto della truppa per fare anche un po’ di foto per ricordare dov’ero…

In questa foto ho insegnato a quegli sfigati del Tour a fare la N che sta per Northern Territory, lo stato dov'è Uluru... Potete pensare che io lo scriva per mettermi in mostra visto l'impossibilità della cosa, ma se non mi credete aggiungo che sempre quei sfigati lì, non sapevano né cosa fosse il Goon (non me lo sarei mai aspettato dai 2 inglesi di Hastings che evidentemente bevono solo birra!) e né ovviamente l'usanza "Slap the Goon"...No comment!

Una specie di piccione del deserto intento a conquistare la sua amata....:-P

La sera poi ci siamo accampati in posto dove era presente acqua corrente e l’elettricità cose a noi sconosciute da quasi 48ore (ma ritengo che anche se sei coperto da uno strato di terra rossa per quasi 2 giorni, ti può capitare di peggio in giro..Vedi Fraser!:-) Quella sera da ricordare la lotta in stile American Gladiator fatta dai miei 2 eroi di Hastings, vale a dire Nick e l’altro di cui non ricordo il nome :-P

Dove ovviamente ha partecipato anche la guida per mettersi in mostra alle donzelle del tour..(come chiaro ha perso la lotta!n.d.r.)

Il giorno dopo sveglia alle 4 (si avete capito bene!) per ammirare questa volta l’alba.. Lascio le parole alle foto che ho fatto..

Come al solito la presenza di altre persone hanno rovinato quella mia voglia di rimanere da solo, come mi è successo in altri posti australiani, ma ovviamente il suo essere turistico rende difficile in qualsiasi periodo dell’anno la riuscita di una cosa di questo tipo.. Dopo l’alba, la mattinata l’abbiamo dedicata al camminata che costeggia tutta Uluru. Fantastico le forme che assumono in alcuni tratti le pareti..

Intorno ad Uluru, l'acqua piovana (piove anche a queste latitudini!) che si deposita in cima, scende da queste specie di cascatelle

andando poi a formare dei laghetti, chehanno facilitato sia la folta vegetazione presente ai piedi della montagna, sia la sopravvivenza delle prime tribù di aborigeni che si sono accampati da queste parti..

Finito il giro, il tour si stava volgendo al termine. Però finchè è stato possibile, sono rimasto attaccato al finestrino come un bambino, per vedere fino all’ultimo quel posto che, non voglio sembrare patetico, mi ha dato una scossa interiore che non avrei mai potuto immaginare..Forse sarà stato per il fatto che ero conscio del volgere al termine della mia avventura australiana, non lo so! L’unico cosa che so è che alcune volte bisogna prendersi una pausa dalla routine quotidiana ed andare a scoprire certi posti di cui la nostra Terra è ricchissima, per capire che qualsiasi cosa facciamo siamo insignificanti di fronte a quello che ci circonda. Secondo me questo ti aiuta a far vivere più serenamente certi momenti della nostra vita e a migliorarci soprattutto interiormente…

Scomparso ormai all’orizzonte la nostra meta successiva è stato un lago salato

Vi starete chiedendo cosa ci fosse di così tanto interessante in quel posto…Un bel niente! Eravamo lì solo per scavare sotto le radici di alcuni particolari tipi di cespugli alla ricerca di alcuni vermi dolci che seconda la guida, erano di una leccornia assurda… Guida??Ma vaff…:D

L’ultima sosta l’abbiamo fatta in una camel farm, dove chi voleva poteva farsi un giro in groppa a quelle bestie che emanavano un simpatico odore, portati alla fine del 19° secolo dall’Afghanistan per facilitare l’esplorazione delle più remote zone dell’Australia centrale.

Si lo so che è stata una cosa da village people (da turista asiatico,n.d.r.), però volevo vedere se effettivamente andare in groppa su quei cosi è davvero così stressante per le proprie parti basse…Ragazzi lo è!

Ritornati all’ostello mi è successa una cosa che non pensavo mi potesse capitare. Un paio di aborigeni erano nel cortile dell’ostello per cercare di vendere le loro tele in modo tale da racimolare qualche soldo per mangiare..Visto che ero interessato a portarmi a casa come ricordo una tela fatta da artisti aborigeni, non ci ho pensato 2 volte a prenderla anche perché così li aiutavo in maniera tangibile. Però in quell’istante mi sono sentito a disagio e anche arrabbiato pensando a come questo popolo è ridotto a vivere nella loro terra..Non c’è limite alla cattiveria dell’uomo!

Questo è David, l'artista aborigeno dal quale io e Alice abbiamo acquistato 2 tele...

La sera poi si è conclusa con una cena di gruppo (che io e Alice pensavamo fosse gratis, ma così non è stato!:-) e serata nell’unico pub di Alice Springs aperto, a bere in compagnia e a far un po’ di casino..

Di quella sera non potrò mai scordare la paura che ho avuto nell’andare a prelevare i soldi dal bancomat più isolato di A.S. (quello del centro era rotto!), visto che questa cittadina è famosa per quello che alcuni aborigeni ubriachi di notte ti possono fare (i 2 inglesi di Hastings insegnano e anche la stessa Lonely Planet sconsiglia di andare in giro di notte se non si è in compagnia!) ma soprattutto la reazione delle 3 danesi, quando hanno scoperto che Alice non era la mia ragazza.. Ma porca puttana glie l’avevo anche detto il primo giorno del tour di questa cosa quando tutti i ragazzi uno a uno, ci siamo presentati nel bus con il microfono per sciogliere un po’ il ghiaccio!:-( Infatti il giorno dopo discutendo della cosa con Alice, siamo arrivati alla conclusione che se volevo che questo viaggio insieme a lei portasse qualcosa di “positivo” per me :-D visto che lei ormai era impegnata con Gigia (anche se lui a quel tempo non lo sapeva!;-) l’unico rimedio era nel fare una bella t-shirt con su scritto “he/she isn’t my boy/girlfriend!”

Il giorno seguente, dopo aver salutato tutti per la fine di quei bellissimi 3 giorni passati insieme (ognuno aveva ovviamente progetti di viaggio differenti!) io e la Gerna ci siamo avviati all’aeroporto con destinazione Sydney. Non ho paura ad ammettere di aver pianto un pochino sullo shuttle che mi stava portando lì, visto che mi stavo rendendo conto che, a parte gli ultimi giorni prima del mio volo per il ritorno in Italia, ormai il mio tempo in Australia stava volgendo al termine. Comunque manco a farlo apposta il mio aereo che si chiamava Spirit of Australia

mi ha dato la possibilità di rivedere Botany bay, che è stata la prima cosa che ho fotografato sul volo di andata quando sono arrivato in OZ

Questa vista unito al momentaneo ritorno nella “mia” Sydney, mi hanno tirato su di morale..

Qui ci aspettava Gigi che ci ha ospitato per una notte a casa sua in attesa del volo, l’ennesimo, che io e la Gerna dovevamo prendere il giorno dopo con destinazione…(lo scoprirete nel prossimo post!:-P).

Come avete intuito, anche Gigi aveva abbandonato l’ostello visto che della vecchia truppa erano rimasti in pochi, però non Marc, uno dei 2 ragazzi spagnoli che facevano parte del gruppo che insieme a me era stato cacciato dal GAB.E infatti insieme a lui abbiamo organizzato una cena al d-lux ormai diventato ostello rifugio, con cui è stato facilitato l’avvicinamento dei 2 innamorati (Gigi e Gerna!:-).Per i dettagli notturni (se ce ne sono stati!:-) rivolgetevi ai 2 interessati, anche perchè per quanto mi riguarda ho passato una notte insonne per via di un vecchio che cercava di farsi amico un gatto chiamandolo per tutta la notte pussycat, vale a dire micino!

Il GAB rimarrà sempre nel mio cuore, tuttavia ricorderò anche con affetto il De-Lux per quelle 2 settimane trascorse insieme ai 7 rifugiati e anche per la splendida vista che si aveva dal balcone dell'ultimo piano, dove si passavano le serate...

Qui si conclude l’ultimo racconto dei miei viaggi per quanto riguarda l’Australia. Però non vi preoccupate che di avventure me sono successe ancora, visto che mi rimanevano ancora 5 settimane prima del mio ritorno a casa… Per scoprire la prossima meta che rappresenta il mio ultimo viaggio (e che viaggio!!!), non posso che rimandarvi al prossimo post…

Come regalo, visto che avevo aperto i post australiani con una canzone, vale a dire Down Under dei Men at Work, chiudo i post australiani mettendo 2 canzoni simbolo dei country aussie e che mi hanno accompagnato in questo fantastico tour nel cuore dell'Outback!

martedì 14 luglio 2009

L'avventura non è mica finita????

Salve a tutti..
Se pensavate che il ciclone ci avesse colpito e reso dei naufraghi in stile LOST, beh vi sbagliavate di grosso..

Mi scuso con tutti quelli che non conoscendomi hanno comunque seguito le mie avventure e aspettavano l’esito finale, ma nell’ultimo mese e mezzo di viaggio (vale a dire da metà marzo a fine aprile) non ho avuto molto tempo a disposizione visto che ho viaggiato tanto e gli internet point a disposizione erano quasi nulli!
Voi starete pensando come mai non abbia scritto niente in questi ultimi 2 mesi.
L’unica cosa che vi posso rispondere è che la tristezza dovuta alla fine di quest’anno a dir poco meraviglioso mi ha ostacolato a trovare il coraggio per descrivere le cose che mi sono successe, perché mi veniva in mente tutto quello che ho trascorso e che ormai era finito…
Potrei sembrare patetico, ma solo chi ha vissuto come me una cosa simile può capirlo!
Anche adesso provo ancora un senso di tristezza misto ad amarezza per il tempo ormai andato, per le esperienze avute, per le magnifiche persone che ho conosciuto, ma credo che ho un obbligo nel chiudere questo capitolo della mia vita nei vostri confronti e soprattutto nei miei!
Ma del mio stato d’animo ve ne parlerò nel post di chiusura di questo blog!

Ritornando al viaggio, eravamo rimasti bloccati ad Arlie beach per via del ciclone Hamish che aveva colpito la costa a largo della stessa cittadina.


Per fortuna da noi il ciclone è sembrato una normale tempesta estiva, ma a sud da noi ha davvero fatto ingenti danni. A conti fatti ritengo che siamo stati anche fortunati con le tempistiche e quindi nell’aver perso i giorni qui e non prima perchè, per esempio a Fraser Island, dove c’eravamo stati pochi giorni prima, il ciclone ha colpito con tutta la sua intensità e credo che avremmo perso più dei 2 giorni di quelli che abbiamo invece perso qui!
Quindi passata la tempesta poteva iniziare la festa! (storpiatura poetica che potevo evitare!;-)
Diciamo che la crociera partiva con l’umore giusto per via del pericolo meteorologico scampato.
Umore subito ridimensionato dalla qualità della gente (soprattutto di sesso femminile!;-) presente sulla crociera.
Lo sconforto nei volti di noi era evidente tanto che la Gerna non ha esitato a mettere il dito nella piaga visto che tanto lei rimaneva a terra (visto che c’era già stata) e aveva ben altro a cui pensare, tipo un ragazzo nella sua stessa stanza che portava delle mutande pessime…(a suo giudizio!)

Qui in un momento in cui cercava l’ispirazione!

Abbandonate ipotesi di guerriglia (anche se la speranza dentro di noi era ancora viva!:-D) abbiamo preferito trascorrere questa crociera nell’insegna della birra e delle cazzate che potevamo fare, anche in compagnia di Lorenzo, ragazzo toscano molto simpatico che ha trascorso insieme a noi i 3 giorni e le 2 notti trascorse nell’arcipelago più bello dell’Australia (a detta di molti ma a conti fatti sono sempre più convinto che avrei fatto bene a risparmiarmi i soldi e il tempo saltando questo pezzo d’Australia!)
Il primo giorno, dopo aver perso un po’ di tempo nella preparazione della barca (vale a dire il carico di circa 1242 bags di goon e 6845 casse di birra in lattina tra cui spiccava la cassa di Tooheys mia e di V mentre Bontà come al solito aveva preferito astenersi!), è stato una mera tappa di trasferimento verso il resort dove abbiamo trascorso la notte.


Oltre a campi di tennis e di basket e a un campo da golf (come se ci fosse qualche ragazzo che va a farsi una crociera di questo tipo per giocare a golf!) la presenza della piscina ci è stata di particolare aiuto anche per “partorire” lavori di questo tipo:

video

a voi i commenti

Il fatto di essere gli unici presenti sull’isola (south Molle per la precisione) ci “autorizzava” a far più casino del normale.
Infatti la serata, dopo la cena, ha preso una piega prevedibile, vale a dire una ressa di ventenni (non che io ne abbia 40, ma la media era proprio 20!) sbronzi a ballare sul tavolo e a ritrovarsi per terra con la stessa velocità che usa Berlusconi per cambiare il senso delle cose che dice!


Diciamo che anche noi abbiamo partecipato alla cosa, ma senza molta verve tanto che il nostro Bontà era già a letto verso le 11! (io e V ce ne siamo andati un’ora dopo!;-)
Giorno dopo parte la crociera vera e propria: destinazione whitehaven beach, che una delle più belle spiagge del mondo a quanto pare, non che io la reputo brutta però essendoci stato un ciclone forza 4 il giorno prima, di quella spiaggia c’era rimasto poco o nulla (anzi qualcosa c’era rimasto: i detriti della devastazione!) e quindi mi fido dei giudizi e delle foto viste su internet o dai miei amici!


Dopo un “sano” pranzetto a base delle solite cavolate che ti danno ai tour fatto da australiani per dei ragazzi (potete immaginare la qualità e la quantità di roba che c’era) io e Lorenzo abbiamo pensato bene di farci una pennica per ricaricare le batterie


mentre V lottava contro dei goanna che tentavano di rubare del cibo!


Il pomeriggio l’abbiamo passato alla visita delle altre isole che formano l’arcipelago sulla via del ritorno, mentre V e Lorenzo erano dediti a fare foto di questo tipo alle componenti femminili della barca!;-)


La seconda sera si è svolta sulla falsa riga della prima, vale a dire di nuovo tutti sbronzi e alla faccia di chi dice che i backpackers è gente senza soldi (si lo è, però i soldi per le birre li abbiamo sempre!:-D) e con il sottoscritto nell’arte di far ubriacare la gente, bevendo pure, ma ovviamente a spese degli altri!:-D
Ecco com’era combinata un’americana del North Carolina di cui non ricordo il nome (ovviamente!) il giorno seguente, dopo che aveva passato la seconda parte della serata bevendo con me! (io, opportunamente ho ritenuto di non finanziare la cosa: in pratica non ho speso un dollaro per bere!:-P)


Mattina seguente sveglia presto perché ci aspettava un lungo giro da fare, oltre che ad una sessione di snorkeling (a cui noi non abbiamo partecipato perché le condizioni del mare erano a dir poco vergognose: se riuscivi a vedere i tuoi piedi era un’affare!) e il tragitto del ritorno ad Arlie beach.
Per chi, come noi, non aveva partecipato interamente alla baldoria della sera prima, la partenza non era stata poi così tanta mattutina, ma ovviamente c’è stata gente che non si è svegliata in tempo ed è rimasta sull’isola appiedata..Idioti!
Giornata pessima per via delle condizioni meteorologiche disastrose (vento laterale e pioggia, tant’è che gli skipper, tra cui il capitano della nave soprannominato da V capitan Libeccio, pensavano che ci fosse un colpo di coda del ciclone, cosa probabilissima visto che avevano ricevuto l’avviso che poteva accadere una cosa del genere)


e anche per via dello scazzo che ci era preso a tutti noi visto il giudizio negativo della crociera.
Per fortuna a risollevarci il morale ci ha pensato un crucco di nome Aatim che, sbronzo dalla sera prima, ha pensato bene di continuare a bere dell’ottimo goon a temperatura ambiente mentre la barca sembrava un tagadà (per chi ha più di 20anni e non sa cos’è, o siete troppo “grandi” oppure vi manca un pezzo di adolescenza, io non starò qui a spiegarvelo!:-P)


Tra prendere per il culo il suddetto crucco, che nell’offrire goon a tutti gli occupanti della barca innaffiava i poveri malcapitati, già umidi a causa del mare mosso e Bontà ritrovatosi fotografo per caso mentre immortalava me e V che giocavamo ad essere sbalzati fuori dalla prua per via del moto ondoso (cavoli mi sento molto Giuliacci!;-P)

Si, avete ragione. Quella che ho in mano è una coscia di pollo!

Il viaggio di ritorno è stato piacevolissimo e devo ringraziare il suddetto crucco se ho rivalutato un po’ il giudizio negativo della crociera..Crucco che al porto di Arlie beach è stato trasportato a peso morto dai suoi amici giù dalla barca, perché se no avrebbe partecipato ad almeno altre 2 crociere!


Finita la crociera salutiamo Lorenzo, che V e Bontà rincontreranno a Cairns, e nell’aver deciso di recuperare la Gerna piuttosto che lasciarla ad Arlie beach in compagnia di Mutanda Man (a dover di cronaca, pare che la Valtellinese non abbia fatto nulla con il tipo, forse spinta dal senso di pudore ritrovato, considerando le conseguenze nel fare qualcosa con un tipo che andava in giro con delle mutande a dir poco imbarazzanti, o semplicemente per un atto di fedeltà nei confronti di Gigia!;-), prendiamo le nostre cose e partiamo spediti diretti a Cairns dove ci aspettava, il giorno seguente, il volo per Alice Springs.
Causa ciclone, secondo la tabella di marcia che avevo fatto, dovevamo vedere altre cose tra cui le cascate più alte d’Australia, che dopo un ciclone dovevano essere davvero spettacolari, ma ahimè abbiamo dovuto farci tutti di un fiato i 620km che ci dividevano da Cairns con il rischio canguri sempre in agguato…
Per fortuna al calar delle tenebre, V, alla guida, è stato attaccato al culo (nel vero senso della parola) ad un road train per quasi 2ore e mezza a mò di scudo.
Durante il tragitto però non sono mancate le cose da vedere o successe, tra le quali il big Mango:-D


e il big Snake

(E con questo chiudo con la serie di big things australiane che vi hanno accompagnato durante l’arco del mio blog!:-)

E una sosta forzata ad un Red rooster (sarebbe il Mc con solo carne di pollo!) perché Bontà ha rotto il ca**o peggio di un bambino di 5 anni!
Arrivati a Cairns il giorno seguente io e la Gerna ci siamo preparati per lasciare gli altri 2 viaggiatori che ci hanno accompagnato in quelle 2 fantastiche settimane di viaggio sulla East coast dove abbiamo visto posti stupendi (mi rifersico solo a Fraser!;-) ma soprattutto rincontrato (Xevi e Guillaume) o conosciuto altri ragazzi come noi provenienti da tutto il mondo e accomunati dalla stessa cosa: visitare questo pezzo d’Australia cercando di essere più ubriachi possibili!(nel nostro caso, ci accomunava solo la prima parte!)
Ringrazio ancora una volta i 2 Foggiaguys per essere stati dei nostri perché mi sono trovato davvero bene..
Quindi salutati i 2, io e la Gerna ci siamo avviati mestamente all’aeroporto dove ci aspettava (almeno nel mio caso) l’ultima avventura in terra d’Australia, vale a dire Uluru, che nell’immaginario collettivo è la cosa più conosciuta d’Australia escludendo le città!
Ma di questo e degli ultimi giorni trascorsi a Sydney prima del mio abbandono momentaneo dell’Australia visto che ho trascorso metà marzo e quasi tutto aprile in …(lo scoprirete dopo dove!) vi rimando al prossimo post..

Spero che anche se sto scrivendo con 3 mesi di ritardo, per chi si appresta a leggere per la prima volta e tutto di un fiato il mio blog, ci sia una continuità temporale!

A presto