giovedì 23 ottobre 2008

Il Trip Continua...

AVVERTENZA: se volete leggere tutto il blog o guardare solo le foto, prendetevi una bella pausa o leggetelo a puntate visto che vi sono descritti 8 giorni di viaggio dove di posti ne ho visitato.
Non lamentatevi come fanno “alcuni” (ogni riferimento a persone non è casuale!;-) perché vi ho avvisato!:-D
Buona lettura..

Qui la solita mappa goggle che vi aiuterà ad orientarvi...


Visualizzazione ingrandita della mappa


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Dopo la G.O.R. e Port Fairy abbiamo lasciato il Victoria destinazione Mount Gambier in South Australia, cittadina famosa perché si trova in una zona vulcanica, una tra le più importanti di tutta l’Australia.
Al confine nessun controllo per la quarantena come tra il Northern Territory e il Western Australia visto che non si potrebbe trasportare frutta e verdura tra uno stato e l’altro.
Quindi io e il mio sacchetto di pink lady siamo passati indenni al controllo!:-D
Arrivati a Mount Gambier fortunatamente troviamo aperto ancora l’ufficio informazioni (erano 5.20pm e l’ufficio chiudeva alle 5.30pm!) solo perché il fuso di mezz’ora esistente tra il Victoria e il South Australia ci ha dato una mano. In questo caso non posso certo lamentarmi del fuso come ho fatto precedentemente.;-)
Prima tappa del tour è stato il monte Schank che è il vulcano più giovane della zona (e non erutta da “soli” 28000 anni.)

Rassicurato del tempo trascorso dall’ultima sua eruzione, oltre a scalarlo e di godere di una vista stupenda del paesaggio intorno

sono andato giù fino al centro del cratere.

Credo che non capiti tutti i giorni di poter arrivare fino al centro di un cratere e oltre a questo, avere “l’arroganza” di sfidare il suo lento sonno facendo pipì al suo interno!:-D
Subito dopo è stato il turno del lake blue, lago sempre di origine vulcanica, famoso per via del suo colore blu intenso che cambia di tonalità con il cambiare delle stagioni.

Il giorno dopo siamo ripartiti destinazione Limestone coast con tutto quello che si poteva vedere (proprio tutto no, ma le cose più importanti si!;-).
Ecco alcune foto del paesaggio:



Uno dei tanti laghi "rosa" che si possono incontrare per strada da queste parti.
Non vi preoccupate: stavolta il colore non è colpa dell'inquinamento dell'uomo.
Le alghe di questi laghi, per proteggersi dai forti raggi solari, producono del beta-carotene con il risultato visto sopra.

Salt Creek con il suo lago (uno tra i più salati di tutta l'Australia)

Il faro di Kingstone con la famossissima aragosta gigante acchiappa-turisti.
Dovete sapere che qui in Australia hanno l'abitudine di mettere fuori da locali, industrie o semplicemente per strada molte di queste strutture giganti fatte in fibra di vetro con lo scopo di suscitare l'attenzione di chi passa (vi posso dire che ci riescono benissimo!)
Quindi se viaggiate per strada da queste parti non vi meravigliate se vi capita di vedere aragoste, gamberi, granchi o pecore merinos giganti..Qui è di regola!;-)

Il jetty e lo strano rettile avvistato a Millicient.

Il ferrya Wellington l'unica cosa che ti permette di attraversare questo fiume senza fare un giro pazzesco (in termini kilometrici) per andare nella penisola

Questa giornata è stata meno stressante rispetto alla precedente quando eravamo sulla great ocean road dove fermarsi ogni 5 secondi è regola. E’ stata più una tappa di trasferimento per arrivare alla Fleurieu Peninsula.
Il mio stato d’animo non era certo deluso circa i posti visitati ma tuttavia quest’ultimi non mi avevano suscitato le stesse emozioni dei giorni precedenti. Ed è qui che succede l’impensabile che è racchiuso in 2 parole: Victor Harbour.
Questa cittadina mi ha davvero stupito in positivo. La sua posizione, i paesaggi che si possono vedere, la sua esplanade (la via sul lungomare) caratterizzato dalle file di pini in contrasto con il mare.

Mi ricorda moltissimo i documentari su Vancouver o Seattle visti in tv perché quel tipo di paesaggio lo apprezzo molto

Poi le attrazioni principali sono 2: il bluff che domina tutto il golfo

e Granite Island famosa per essere un’isoletta collegata alla terraferma da un caratteristico jetty (molo) dove ogni giorno c’è un giro turistico dell’isola attraverso un vecchio tram trainato da un cavallo (roba da villeggianti professionisti!:-)


e per avere una folta colonia di pinguini (ma si possono trovare altri animali tra i quali foche, possum etc.)
Eccone uno:


p.s. ho perso i pinguini di St. Kilda ma almeno quelli di Victor Harbour non me li sono fatti sfuggire!;-)

Poi l’ora in cui mi trovavo (verso il tramonto) ha dato quel non so che di speciale che mi ha rivitalizzato.
Ero sull’isola e a ovest c’era il tramonto mentre ad est la luna che stava sorgendo.

E io ero proprio lì in mezzo..


In quell’istante ho anche pensato come ricorderò questa e le altre giornate che sto vivendo qui in Australia una volta tornato in Italia. Può sembrare un harakiri ma ti aiuta ad apprezzare ed a imprimere ancora meglio nella mente questi istanti davvero magici…


Momenti fantastici che ho vissuto anche su uno dei posti che volevo visitare assolutamente in questo mio viaggio..
Sto parlando di Kangaroo Island, isoletta a 45 minuti di traghetto da Cape Jervis sempre nella Fleurieu peninsula.

L’isola prende il nome dal banchetto a base di carne di canguro che l’esploratore Matthew Flinders fece con la sua ciurma la prima volta che mise piede sull’isola.
Quindi posso presumere che ci siano abbastanza canguri (infatti proprio adesso che sto parlando di loro, mentre sto scrivendo,uno di questi simpatici animali è venuto a cercare del cibo;-)


Appena ci siamo messi in cammino, le emozioni non sono mancate.. Ecco cosa abbiamo visto nei primi 60 minuti dal nostro attracco:

Eravamo in cerca della Pellican Lagoon e abbiamo preso uno sterrato (in questa avventura ne abbiamo presi tanti!povera Clito…;-) visto che portava ad una spiaggia, e che spiaggia!
Guardate un po’:

Poi dopo neanche 5 minuti che abbiamo lasciato la spiaggia, anche se i cartelli avvertivano questo:

pericolo attraversamento echidna (una specie di porcospino o riccio)

ci passa per strada sto coso:

una goanna di almeno 1 metro e mezzo!

Ma non è finita..Stavo guidando ed ad un certo punto mi fermo e vedo questa scena:

Ecco i canguri di cui stavo parlando prima…A riposarsi al fresco incuranti del nostro passaggio!
Dopo neanche un’ora che ero arrivato lì, le emozioni non sono di certo mancate..

Poi tutto il giorno abbiamo visitato i principali luoghi dell’isola situati sulla parte meridionale.
Prospect Hill da dove Flinders ha iniziato a tracciare la costa dell’isola e dove sia ha una bella vista sia della Pellican Lagoon da un lato

che della Pennington Bay dall’altro.

Seal bay famosa per la sua colonia di seals (leoni marini), con Bales Beach


Un angolo di sahara che inspiegabilmente si viene a trovare in questo angolo sperduto della Terra (infatti questa zona è chiamata “Little Sahara”)

E infine per chiudere in bellezza il primo giorno che era iniziato alla grande, il destino ha voluto regalarci questa esperienza che ci rimarrà sempre nella mente.
Tramonto ad Admirals Arch con questa vedute:

Uno tra i più bei posti visitati in tutta la mia vita (come la Great Ocean Road) ma con il tramonto più spettacolare che io abbia mai visto!
Le fotografie forse non rendono ma dovevate vedere che colori che prendevano sia le rocce che le onde che s’infrangevano su di esse! (anche se la puzza delle lontre della Nuova Zelanda appollaiate sugli scogli dall’altra parte, non ha reso molto romantico il paesaggio!=)

Se qualcuno dovesse fare un viaggio a Kangaroo Island, consiglio vivamente di non perdersi il tramonto ad Admirals Arch, anche se ritornare poi da lì dopo il tramonto risulta molto pericoloso. Infatti per evitare che qualche animale selvatico come canguri, possum, conigli e tutta l’arca di Noè ci devastasse l’auto (visto che ormai era buio e loro simpaticamente si fanno un giro per strada a quell’ora!) siamo ritornati all’ostello molto cautamente.

Ad Admirals Arch oltre l’arco e le lontre, c’è anche un bel faro che rende il paesaggio ancora più affascinante,

mentre poco lontano da lì s’incontrano le “Remarkable Rocks” strane formazioni di granito erose dagli elementi naturali che caratterizzano questo tratto di costa (di fronte non c’è niente fino all’Antartide.)

Il secondo giorno altri km e km di sterrato per raggiungere, questa volta i punti più belli della costa nord.
Prima tappa: faro di Cape Borda

Il cannone spara alle 12.30 di ogni giorno…Fantastico!

Dopo, invece di utilizzare la strada asfaltata per poi fare una decina di km di sterrato, abbiamo fatto tutti i km che ci separavano da Emu Bay usando appunto strada non asfaltate perché si risparmiava molti km..

E il paesaggio ci ha ripagato alla grande:

Questa è Emu Bay.

Da Emu Bay ci siamo spostati a Kinsgcote, il centro più importante dell’isola..


Come si può notare il paesino risulta essere molto curato, pulito ma soprattutto tranquillo..

Abbiamo anche visitato un fabbrica che produceva miele da api “liguri”.

Un angolo d’Italia anche qui!;-)

L’ultima tappa del viaggio è stato l’ennesimo faro a Cape Willoughby.

Tuttavia questo faro è il più vecchio del Sud Australia (Ah beh. Se è il più vecchio del SA non posso che visitarlo senza dire una parola. Ma vaff…!:-D)

Dopo il faro il nostro tempo su Kangaroo era ormai agli sgoccioli visto che ci siamo recati di nuovo a Pennashaw per prendere il traghetto.
E’ strano ma dopo solo 2 giorni questa isola mi ha letteralmente lasciato il segno, praticamente un amore a prima vista. Non so il motivo, ma è stata la prima volta che mi sono sentito triste nel lasciare un posto qui in Australia dopo che l’ho visitato (a parte Sydney ma lì è diverso perché so che ci ritornerò!)

La mia tristezza durante il viaggio di ritorno in traghetto!=)

Spero di ritornarci un giorno su quest’isola per rivedere i posti che ho visto e anche di più soprattutto in un periodo come questo dove le orde di turisti assatanati erano assenti..
Infatti le uniche persone o animali presenti eravamo noi, i canguri e i pensionati!:-D

Nice to met you little Kangaroo….

Giorno dopo sveglia presto e partenza lampo visto che ci aspettava una lunga giornata di viaggio.
Meno male che abbiamo dormito sul comodo divano della camp kitchen del caravan park di Victor Harbour (lo stesso usato prima della partenza per K.I.) piuttosto che in tenda visto che la cucina era confortevole, pulita e ti dava quel senso di “casa” che era da tanto che non sentivo

ovviamente il tipo che ci ha lasciato le chiavi della cucina visto che, dopo la cena avevamo il compito di chiuderla per far si che eventuali estranei non la usassero a ufo, non sapeva di questo nostro trasloco!=)

C’incamminiamo verso il Victoria con meta prima Bordertown famosa per avere un parco dove è presente il raro canguro bianco

Mi piacciono questi tipi di canguri perché sono canguri “con le palle”!!!:-D

Poi Naracoorte sito Unesco dove sono presenti cave e zone piene di fossili di animali preistorici

Cry mi dispiace mettere questa foto ma ho abbracciato un “Wombat” più grande del tuo e senza nemmeno pagare!:-D

Arriviamo nel Victoria grazie a questo grazioso cartello


Perché se no non ce ne saremmo accorti visto che di controlli per la quarantena neanche l’ombra!
Prima meta Mt. Arapiles, famoso per essere considerato, a detta di quelli del posto, “l’Uluru del Victoria” (appena andrò ad Uluru vi saprò dire se è una delle solite cazzate che gli australiani usano per attirare i turisti!)
Anyway il monte comunque è un ottimo sito per fare arrampicata su roccia oltre ad offrire vedute del paesaggio da una prospettiva non certo bassa..


Ero a torso nudo per il caldo non certo per mostrare la pancia!;-)

Il fine di questa giornata di viaggio era raggiungere i Grampians prima di sera visto che abbiamo leggermente modificato l’itinerario di viaggio..La cosa positiva è che oltre al fatto che abbiamo raggiunto Halls Gap, il principale centro dei Grampians, e siamo rusciti a visitare anche le Mckenzie falls che sono le principale cascate di questa regione

Siamo addirittura avanti di ben 2 ore su quello che avevamo previsto senza (per il momento) saltare nulla..(perché lo faremo dopo!;-)
La giornata successiva è stata dedicata per tutta la mattinata a fare camminate e vedere i numerosi lookout presenti nella zona.


Tappa successiva sono state le Silverband falls dette anche le “cascate che scompaiono”.

Incuriositi della cosa siamo andate a vederle anche se la preoccupazione per la cazzata che il nome portava dietro, ci faceva sorgere dei seri dubbi. Oltretutto mentre stavo guidando per la cascata un canguro esce fuori dai cespugli tagliandomi letteralmente la strada. Meno male che un po’ di riflessi unito agli affidabili freni di Clito (e a un culo sproporzionato!;-) hanno evitato che riportassimo a Melbourne la macchina con qualche fanale rotto.
Dovete sapere che gli animali selvatici, specie i canguri, adorano fare questo genere di cose durante le prime ore del giorno e all’imbrunire. Credo che se aveste la possibilità di visitare l’Australia non ci metterete molto a cambiare idea sui canguri: la prima volta che li vedi dici “ che bello sono proprio graziosi”..Ma quando inizi a guidare, soprattutto la mattina e la sera nelle strade fuori città, li maledici ogni secondo!
Comunque queste cascate non avevano nulla di diverso rispetto alle altre se non per il fatto (non so se ve ne siete accorti) che effettivamente l’acqua spariva tra le rocce quindi il solito laghetto che si forma alla base della cascata non c’era!:-D


Però il pezzo forte della giornata è stato il sentiero che attraverso i cosiddetti Grand Canyon portavano fino in cima a pinnacles…


Io che non soffro di vertigini comunque non mi sono sentito a mio agio ma lo spettacolo offerto è stato impagabile..

Ultima tappa dei Grampians è stato Mt. William che rappresenta la cima più alta e offre una gran bella veduta dei cosiddetti “Central Grampians” che sono quelli che abbiamo visitato..

Poi lasciati i Grampians ci siamo diretti prima a Ballarat importante centro sviluppato grazie alla corsa dell’oro del 19° secolo come si può vedere dall’architettura in puro stile vittoriano delle strade,


poi a Sale uno dei principali centri della regione chiamata “West Gippsland” nel sud-est del Victoria.
Questa porzione del Gippsland è famosa per il suo parco: il Lake National Park.
La peculiarità di questo parco è che ci sono 3 laghi (tutti e 3 abbastanza grandi) separati dall’oceano da una sottilissima striscia di terra (lo spazio necessario per contenere una spiaggia e la strada che ci passa!) chiamata ninety miles beach, appunto perché questa spiaggia è lunga 90 miglia.


Neanche la visita del relitto di una nave mi ha fatto cambiare idea, anche se il suo nome era tutto un programma..
Guardate un po’ che razza di relitto mi è toccato vedere:


Signori: questa sì che è un’inculata!:-D

Mi è piaciuta così tanta questa zona che in tarda mattinata eravamo già al Tarra-Burga N.P a un centinaio di km da lì!:-)
Questo, invece, mi è piaciuto davvero tanto..




Soprattutto la strade che ci passano in mezzo tra le quali la “Grand Ridge Road” famosa da queste parti, ma a me sconosciuta. Abbiamo fatto solo un pezzo del tratto asfaltato visto che il restante è sterrato.

Insomma una Great Ocean Road di montagna per intenderci!;-)

Però l’obiettivo principale della giornata è stato raggiungere il Wilson Promontory cioè il punto più meridionale dell’Australia continentale. Questo promontorio è un parco dove vivono molti animali tra i quali molti wombats oltre ai soliti wallabies, koala, e numerose specie di uccelli

Mi dispiace Cry per la foto, ma appena ci fermavamo scappavano via!:-D

Però il pezzo forte del parco è naturalmente il paesaggio con le sue numerose camminate..

Effettivamente ho avvertito che questo è il punto più meridionale d’Australia. In cima al monte Oberon, da dove si ha una vista spettacolare sulle 3 principali baie del promontorio, c’era un vento gelido!

Questa è Squeaky beach. Particolarità della spiaggia è che se ci cammini sopra, emette uno strano rumore, come quello delle scarpe da tennis sul parqué.
Ecco un video che vi farà capire quello che sto dicendo..

video
Cmq con il proseguire del viaggio mi sono accorto che ci sono un sacco di spiagge in Victoria e in Tasmania che hanno la stessa caratteristica.
Altra cazzata Australiana!:-)

Il “Prom” (come lo chiamano da queste parti) è stato il primo posto che mi ha colpito veramente dopo Kangaroo island per i suoi posti selvaggi e incontaminati (e anche perché l’ho visitato in un periodo della stagione dove ancora la massa di turisti che lo invade in estate, non c’è).
Cosa che invece non è riuscita a fare Philip Island ultima meta di questi 10, lunghi giorni di viaggio.
Indubbiamente l’isola è molto bella ma sarà perché ho visto posti molto più selvaggi che si avvicinano di più a miei gusti, sarà che è costruita a misura di turista (vedi la “passerella” dei pinguini che si tiene ogni giorno al tramonto ed è in scena su una spiaggia dell’isola) e considerando che Melbourne è a soli 130 km di distanza, ma non mi ha colpito molto.
Ecco alcune foto dell’isola.


Questi sono i cosiddetti Nobbies dove c’è una delle colonie di leoni marini più grandi d’Australia.
Ma oltre ad essere un posto pieno di leoni marini (anche se non è ho visto manco uno!) è pieno di gabbiani.

Credo che questa foto vi aiuti a comprendere il motivo dell’alta concentrazione di questi uccelli, secondo me, un po’ troppo “estroversi”!;-)

Per fortuna il giro turistico del circuito (lo so che è stata una cosa da villeggianti ma era l’unica possibilità che potessi fare per vedere il circuito da vicino e non pagare 200$ per un hotlap dove non ero nemmeno io a guidare!) mi ha risollevato un po’.



Dopo Philip Island la destinazione è stata Melbourne per consegnare, ahimè, Clito.
Sono tristissimo perché mi ero affezionata a questa scatolina dove la terza e la quarta marcia raggiungevano gli stessi giri motore e potevo usare la quinta a 45km/h!:-P non senza però avergli dato una bella lavata (con la spazzola che serve per pulire il parabrezza :-D) in un distributore di benzina a Philip Island per togliere i kili di sabbia incrostati sulla vernice

ma anche l’interno non è che luccicasse!

visto che per contratto era vietato utilizzare la macchina su strade “unsealed”, cioè non asfaltate.. Credo che in questi 10 giorni abbia fatto più km su strade sterrate che in 5 mesi d’Australia (e in quei 5 mesi ho visto il deserto!!!:-D Ops volevo dire l’Outback!;-).

See you in Tassie!;-)