sabato 16 agosto 2008

Il Selvaggio Western!

Lasciati Katherine e il Northern Territory, i piani dicevano di andare verso ovest e precisamente nello stato del Western Australia.

Particolarità di questo confine (ma dicono anche di tutti gli altri , ma tra il South Australia e il Northern Territhory non me ne sono accorto!) e per una questione di contaminazione della flora, vige una quarantena che vieta di trasportare determinati tipi di cibi (per lo più frutta e verdura) tra uno stato e l’altro.

Per cui al confine c’è una sorta di dogana dove le autorità perquisiscono (si fa per dire!) l’auto per evitare che questo avvenga.

Passato il check point (stile cehck point “Charlie” tra Berlino est e ovest!:-D), ci siamo diretti per campeggiare al lago Argyle che è la riserva d’acqua più grande l’Australia capace di non far morire di sete almeno 2 stati se non addirittura 3!

Davvero molto bello sia il campeggio che il lago sempre che, grazie al solito sentiero, l’ho molto apprezzato.

In giornata il diario di bordo ci ha portato a Kununurra avamposto del Kimberley settentrionale da dove partono numerosi tour. I piani erano di farne almeno uno ma visto i prezzi esorbitanti per il noleggio di un 4WD, unico mezzo di trasporto in grado di farti raggiungere queste zone solcate soltanto da strade sterrate, non ci è rimasto altro che rifocillarci e continuare il nostro viaggio verso ovest.

A causa del fuso che ci ha mangiato almeno un ora e mezza di luce (vicino ai confini ovviamente il fuso non adempie perfettamente al suo ruolo!) non siamo riusciti a raggiungere Halls creek (posto sperduto nell’outback!) che doveva rappresentare la meta per il nostro riposino notturno..

Visto che proseguire di notte, da queste parti, risulta essere molto pericoloso per via della presenza degli animali selvatici (per lo più canguri che se ti attraversano la strada, ti sfasciano la macchina), abbiamo utilizzato una piazzola di servizio come campeggio per quella notte..

Notte tranquilla a parte alcune persone che si fermavano lì per adempiere ai propri bisogni o per scaricare tonnellate di bottiglie di birra vuote. La Cry, che a causa del posto non si sentiva per così dire a suo agio (anche per via del fatto che io scherzavo su un eventuale visita di aborigeni/assassini mangia backpackers :-D), non ha apprezzato molto queste visite..

Indovinate un po’ chi ha “sostato” nella piazzola??Aborigeni ubriachi fino ai capelli!!!:-D

Scampata alla notte tutto sommato passata in maniera tranquilla, abbiamo continuato il viaggio verso Broome che rappresentava la nostra meta successiva.

Questa città è famosa sia per via che è una tra le località turistiche più rinomate d’Australia per via delle sue spiagge e dell’acqua color cristallino, sia per via della presenza di un’avviata industria nel settore delle perle..Infatti qui la pesca delle perle rappresenta una fetta importante della ricchezza di questa città!

Ovviamente non ho potuto fare a meno di ammirare di tramonti mozzafiato:

e godermi di una giornata al mare che era da un po’ di tempo che non la facevo….

Non è come in Italia ma mi accontento lo stesso!!!;-)

Lasciata Broome la prossima metà è stato il parco nazionale del Karijini.

Anche questo parco era percorribile solo attraverso mezzi 4WD e personalmente ero in dubbio sulla valenza del viaggio stesso..Per fortuna abbiamo pescato un tour che ci ha fatto (ad un prezzo accessibile!) visitare questo parco..

La west coast è poco conosciuta per via della sua difficoltà nel visitarla (vedi l’uso di 4x4) e quindi se non ti “fidi” della lonely planet oppure vai ad un visitor center della zona, non puoi mai capire cosa potresti vedere o no.. Se quelli che stanno leggendo il blog avessero una minima intenzione di farsi un viaggio in Australia mettendo nel proprio programma il Western Australia, allora vi suggerisco caldamente di non perdere per niente al mondo ciò che vi sto mostrando attraverso le foto.

Come al solito le foto non danno bene l’idea dell’imponenza di queste gole..

Voi direte: le solite gole che già ho visto precedentemente..Vi sbagliate di grosso: queste non sono gole, ma sono LE gole!!!

100 metri di altezza.

Strette come nessun’altra cosa al mondo…Sono così strette che durante la stagione delle piogge, l’acqua acquista una velocità tale che distrugge qualsiasi cosa (o almeno credo!;-).

Oltretutto ho fatto un tracciato che dopo avermi fatto passare attraverso una gola in cui ci poteva passare solo una persona per volta visto che oltre ad essere stretta potevi attraversarla solo attraverso l’aiuto di un corrimano e di una corda che ci ha letteralmente calato nella piscina naturale, ci ha portato in questo paradiso dove l’acqua aveva un colore indescrivibile!! (da film!)

Scusatemi se posso risultare banale ma non posso dire altro..Anzi non ci riesco!:-D

Oltre tutto la guida del tour (di nome Jeff) oltre ad essere molto professionale era di una simpatia unica e ti coinvolgeva in ogni istante descrivendo i luoghi e raccontando le storie che sono racchiuse dietro queste cascate (in passato sono morte 2 persone).

Jeff racchiudeva in se il tipico australiano: gentile, educato, simpatico e alla mano come nessun altro al mondo!! (si lo so…Li sto rivalutando solo perché mi sono accorto che gli australiani di città, non sono i veri australiani!;-)

Visitato anche quest’altro parco, abbiamo lasciato Tom Price (cittadina nel quale ci siamo fermati per la notte e il cui nome deriva da un tizio americano che apparteneva alla lobby del settore minerario e che qui scoprì e sviluppò vari giacimenti – infatti l’economia di questa città si basa solo ed esclusivamente sull’estrazione di minerali),

questo era a Tom Price per far capire come vanno le cose in questa zona...(se fate attenzione dietro ad una ruota ci sono io!;-)


ci siamo diretti ad uno dei 2 posti più famosi per vedere la barriera corallina sulla costa ovest: vale a dire Exmouth

Qui il mare (scusate l’oceano ;-) è uno tra i più belli che io abbia mai visto in tutta la mia vita e soprattutto qui in Australia.

Paesaggi mozzafiato e spiagge da favola.

La spiaggia in cui siamo stati si chiamava “Turquoise bay”.

Vi metto le foto così capirete il motivo…;-)

Ovviamente essendoci la barriera corallina non ho potuto esimermi dal fare il solito giretto di snorkeling per ammirare i fondali di questa zona (se vi ricordate mi ero ripromesso di fare snorkeling sulla barriera e ci sono riuscito!:-).

In questa occasione ho avuto la piacevole esperienza di vedere e nuotare (per alcuni istanti) accanto a 2 tartarughe. Mi dispiace che non abbia potuto fare foto, ma non ho l’attrezzatura adatta, quindi accontentatevi di quello che vi racconto!;-)

Il giorno dopo mi sono diretto ancora più a sud e precisamente a Coral Bay che insieme a Exmouth sono nel Ningaloo marine park, che rappresenta il parco nazionale che rachhiude quasi per intero la barriera corallina di questa zona..

Qui i coralli erano addirittura più grandi ed estesi oltre al fatto che il mare era popolato oltre che dai soliti pesci, anche da mante che potevano raggiungere gli 8 metri di grandezza..Io ho incontrato un branco (se si può dire in questa maniera) di “sole” 5 (non di quella grandezza, ma anche loro facevano, lasciatemelo dire, la loro “porca” figura!:-D) che sembravano volassero nell’acqua..Strepitoso!

Ma ancora il bello deve arrivare..

Dopo le mante e le tartarughe, a parte gli squali (e spero vivamente di ritardare il loro incontro!), non mi rimaneva altro che ammirare….I delfini! Ovvio no!?!?=)

E il posto adatto per fare questo è Monkey Mia che oltre ad avere spiagge da far invidia alle Maldive o posti del genere (vedi le Shell Beach che è una spiaggia fatta interamente di conchiglie come potete capire dal nome),

credo che l'ingrandimento vi aiuti a capire...


è uno dei pochi posti al mondo dove queste creature visitano giornalmente queste spiagge attratte, tra le altre cose, dal pesce fornito dai ranger che sono i guardiani di questa zona e che monitorano e studiano il comportamento di questi animali anche attraverso questo.

Se c’è un’animale che ti mette di buon umore quando lo incontri, quello è di sicuro un delfino..

Ma anche i pellicani sono abbastaza simpatici!


Oltretutto questa zona (chiamata Shark Bay per via della presenza di molti squali tigre!) è riconosciuto come luogo appartenente al patrimonio dell’umanità per via anche della presenza delle stromatoliti. E voi chi chiederete che cosa siano.

Dalla foto vi possono sembrare delle semplice rocce..Beh fidatevi che non sono solo delle rocce!

E’ difficile da spiegare in 2 parole (fatevi una bella ricerca così ne saprete di più!:-) ma praticamente sono degli organismi dal quale è iniziato tutto..E con tutto intendo la vita su questo pianeta. Se io vi sto scrivendo e voi mi state leggendo è perché dobbiamo ringraziare questi micro organismi che come unico scopo di vita hanno quello di prendere dell’anidride carbonica e, insieme alla luce solare, di sintetizzare il tutto per produrre un bollicina minuscola di ossigeno..Si crede che c’è stato un periodo sulla terra dove circa il 20% dell’ossigeno sulla Terra fosse prodotto grazie al lavoro di questi microrganismi..Incredibile che possa esistere un posto sulla terra dove ancora oggi puoi ammirare uno scorcio di come poteva essere la Terra miliardi e miliardi di anni fa.

Ovviamente vedendole non vi stupiscono (e per la verità anche a me è successo questa cosa) ma ho comunque apprezzato (se non all’istante ma in seguito) l’importanza del luogo visitato.

Il giorno dopo lo si è dedicato alla visita di uno degli innumerevoli parchi nazionali che caratterizzano tutto il Western Australia: stavolta è toccato al Kalbarri National Park.

Nulla di eccezionale, ma il loop che costeggiava il fiume è stato molto intenso (nel senso che ero stanco morto alla fine)

Ecco le conseguenze del caldo!!!


e la vista dalle scogliere che cadono a picco sull’oceano non erano affatto male.. (sto usando un eufemismo perché in questa zona c’è una tra le coste più belle al mondo!).

In lontananza ho intravisto anche una balena..

Mi dispiace dalle foto ma era davvero lontana..Spero di rifarmi al più presto.

Prima della meta finale (Perth), l’unica cosa che mi era rimasto da vedere in questo strano posto che è il Western Australia (strano nel senso che ci puoi trovare al suo interno qualsiasi tipo di paesaggio!) era il Pinnacle Desert.

Immaginate: stai viaggiando sull’highway che ti porta dritto dritto a Perth. Se guardi alla tua destra trovi spiagge e un oceano di colore turchese, se ti giri a sinistra colline fiorite con alberi e pascoli di mucche, agnelli e emu (una cosa simile ad uno struzzo)..Praticamente il tipico paesaggio all’europea (a parte gli emu e l’oceano di colore turchese ;-) ma proiettato qua giù!

A un certo punto prendi un deviazione sulla sinistra, fai una decina di km e ti trovi questo..

Di Pietro direbbe “macchèciàzecca!!”

Signori questa è l’Australia ma soprattutto questo è il selvaggio "Western Australia"..E con questo spero di avervi chiarito l’idea su che posto possa essere questa isola che allo stesso tempo nazione e continente!

E se non avete ancora le idee abbastanza chiare, chiaritele con queste foto:

La puntata sul selvaggio Western finisce senza non prima fare un accenno alla sosta per la notte fatta a Geraldton il giorno di prima di arrivare a Perth.

Posto che non merita di essere citato a parte l’ostello in cui ho passato la notte: ostello con “forti tendenze cattoliche” (praticamente un monastero!) dove oltre al fatto che i dormitori erano divisi per sesso, ai rappresentanti dei 2 sessi non era permesso avvicinarsi al dormitorio dell’altro e viceversa.

Da citare il mio vicino di letto, un giovincello di almeno 80 anni di nome Douglas, che a causa del suo pessimo udito urlava come se fosse allo stadio mentre mi parlava svegliando le altre persone che erano a letto già alle 7.30 di sera..Si avete capito bene:7.30 pm o detto alla nostra maniera 19.30!!!:-S

Ci risentiamo da Perth!

See on the leddar! (sarebbe un see you later storpiato e detto con l’accento australiano;-)

sabato 9 agosto 2008

Darwin – Kakadu National Park – Katherine Gorge

Continuano le mie peripezie in questo lungo viaggio!

Lasciato il mio paradiso ideale, i piani di viaggio mi hanno portato a Darwin.
Dopo 5 giorni senza aver avuto contatto con il resto del mondo e poter sfruttare i vantaggi (la scritta Vodafone sul tuo cellulare morto da giorni oppure usare un internet point per avere notizie su quello che sta accadendo in Italia e nel mondo) di un posto dove trovi più di 2 strade e intorno a te non vedi solo deserto, beh non è poi così tanto male!
Arrivato a Darwin, come di consueto ho fatto il solito giretto per la città, ma come tutte le città australiane, anche quest’ultima non ha molto da offrire da un punto di vista storico.
Infatti i “Darwiniani” essendo coscienti di questa cosa, hanno letteralmente infestato di targhe o memoriali la città (ma anche i dintorni) che fanno riferimento ai bombardamenti subiti da parte dei giapponesi durante la seconda guerra mondiale o ai disastri provocati dall’uragano Tracy che ha completamente distrutto la città (circa l’80% delle case) nella notte tra il 24 e il 25 dicembre del 1974 (di sicuro non è stato un regalo piacevole!!!)

Questa è (come potete leggere dal cartello) la Government House.
Dovete sapere che il Northern Territory, pur essendo uno Stato dell'Australia, tecnicamente non fa parte dell'Australia. Ha infatti una sua capitale (Darwin), un suo parlamento e una sua bandiera. I delegati del Northern Territory pertecipano alla assemble del parlamento Australiano, ma non hanno diritto di voto..In pratica sono degli spettatori non paganti e che non possono avere alcun potere e influenza sulle decisioni dal punto di vista nazionale che indirittemante possono interessare il Northern Territory stesso..E il punto è che sono stati gli stessi abitanti di questo stato, con un referendum, a volere ciò..
Potete capire le mie perplessità, vecchie e attuali citate anche nei post precedenti, su questo e su molte altre cose che accadono in questo strano ma affascinante paese!

Da queste parti hanno strane abitudini...
Questo è un altro esempio che vi fa capire il lato "affascinate" di questa nazione!;-)

Dopo il giretto ho chiuso la giornata godendomi uno tra i più bei tramonti che ho visto fino adesso (forse bello perché il sole, oltre a tramontare nel mare, tramonta anche a nord in questa stagione – cioè la dry season – mentre tramonta a sud nella wet. Comunque mi sono ripromesso di fare ricerche approfondite su questo fenomeno particolare e per me impensabile fino ad ora..Anni e anni di certezze acquisite fin dalle elementari, sfumate in un istante!!!:-D).


Il giorno seguente, essendo un accanito appassionato di aerei e di qualsiasi cosa riguarda l’aviazione (per lo più militare), sono stato al museo dell’aviazione dove tra i vari velivoli è esposto anche un B-52 dell’USAF (acronimo United States Air Force – in pratica l’aeronautica militare statunitense) che è tra i più grandi bombardiere mai costruiti nella storia.

La ragione della presenza di un velivolo americano sul suolo australiano è dovuta al fatto che Darwin è, ma soprattutto è stato, un posto strategico per il sud-est asiatico (parte dei bombardamenti in Vietnam, partivano da qui).
Al pari di Pinocchio nel paese dei balocchi, andavo in tutte le direzioni, eccitato, per fare foto a destra e a sinistra di tutti i velivoli presenti là dentro..

(ps sto scrivendo il blog dal camping in cui mi trovo e in questo istante ho avuto un’incontro ravvicinato con un canguro che è venuto a cercare del cibo..Fantastico!!PPS Duilio: non è una gabola..E’ tutto vero!!E non farti la solita domanda, mi raccomando…;-)

Appagato della mia visita al museo e dopo un pomeriggio passato sulla spiaggia a prendere il sole e a fare il bagno in un posto dove il pericolo delle box jellyfish (le cubo medusa, o comunemente chiamate medusa a scatola, cioè la medusa più pericolosa al mondo capace di ucciderti se la ferita non è curata all’istante) era momentaneamente cessato solo perché questi simpatici animaletti fanno il bagno a questa latitudine solo durante la stagione delle piogge, il pomeriggio l’ho passato in un posto che mi ha fatto vivere la stessa eccitazione della mattinata, se non di più..
Vi starete chiedendo se abbia fatto un giro su qualche caccia o cose del genere..
Di sicuro quell’esperienza lì non mi lascerebbe indifferente, ma questa che ho vissuto è altrettanto piacevole. Sto parlando di cibo..MA TANTO CIBO!!!:-D
Sul lungomare della spiaggia in cui ho fatto il bagno, ogni domenica si svolge un mercato dove vengono esposti oggettistica locale (per lo più arte aborigena) e non solo e dove gli stand con il cibo la facevano da padrone..Vi chiederete se sia diventato matto per via del mio comportamento per lo più di fronte al cibo australiano che di sicuro non è rinomato per la sua qualità.. Vi posso garantire che per 5 giorni dopo aver mangiato cose in scatola o, quando mi andava di lusso, mangiato pasta con sughi precotti (gli svantaggi nel fare la vita da campeggiatore, o meglio, da backpaker!;.-), beh vedere del cibo fatto all’istante e per lo più asiatico (e non australiano!), vi giuro che è come se avessi visto la manna cadere dal cielo!!!:-)
Andavo a destra e trovavo l’indiano, a sinistra c’era il cingalese, di nuovo a destra per un giapponese e a sinistra la cucina di Timor (con una rappresentante del posto non a fatto male..:-P).
Non sapevo, letteralmente, dove recarmi prima per svuotare il mio portafogli!
In Italia avevo già apprezzato la cucina orientale (per lo più la giapponese, che è la mia preferita, e l’indiana), ma essere lì dove di sicuro la qualità del pesce è migliore e la cultura è più forte rispetto da noi, beh è tutto un’altra cosa..
Ok, stiamo parlando di “baracchini” dove la roba costa poco e la preparazione non è fatta a regola d’arte (vedi uno spring roll che trasudava olio da tutti i pori,ma questo non vuol dire che non sia stato buono!!!=), ma dopo aver provato tutte quelle prelibatezze e quei vegeterian noodle con barramundi (si pronuncia barramandi ed è un pesce che si pesca da queste parti), se foste stati al mio posto, avreste fatto la stessa cosa!!!;-)

Il giorno seguente, dopo essermi ingozzato per tutta la serata, ci siamo diretti verso il Kakadu National park.

Questo parco è famoso perché è stato nominato Patrimonio Mondiale per l’Umanità (World Heritage) per via della sua importanza sia da un punto di vista di flora e fauna, sia per i reperti storici di elevata importanza presenti (vedi la presenza delle pitture rupestri per mano della popolazione aborigene, alcune risalenti anche a 20000 anni fa!)
La varietà di paesaggi in questo parco è impressionante: enormi distese di foresta pluviale interrotte, in certe zone, dai numerosi corsi d’acqua che diventano fiumi impetuosi nella stagione delle piogge, che in alcuni tratti si prosciugano trasformandosi nei cosiddetti “Billabong” cioè paludi formatasi dal prosciugamento, in questo caso momentaneo, del letto di un ramo del fiume che non ha uscita.
Date un occhio alle foto:

Un simpatico coccodrillo che nuotava allegramente nel fiume..
Ovviamente ho pensato bene di rimandare un bagnetto nonostante il caldo!

Il parco è davvero bello, anche perché tra le varie cose, ho fatto una camminata di 12 km che mi ha dato la possibilità di apprezzare e di avere un contatto ravvicinato con il paesaggio soprattutto per quanto riguarda le opere lasciate dagli antenati dei moderni aborigeni: sono rimasto affascinato di fronte a queste opere che sono rimaste intatte (o quasi) per così tanto tempo e che rappresentano momenti di vita, storie in genere, o raffigurazioni delle divinità adorate da queste popolazioni.

Di fronte a tutto questo potete pensare che il parco mi sia piaciuto tantissimo.
Beh di sicuro ha una valenza non indifferente (ve lo dimostrano le cose che vi ho raccontato e le foto parlano da sole) ma sarà stato il fatto che non abbia potuto visitare le cascate più alte del parco per via delle strada praticabile solo con mezzi 4WD, sarà stata la notte passata lì (prima caldo asfissiante, poi vento, che poco si addiceva con la nostra tenda montata senza picchetti, per poi concludersi con i tipici acquazzoni che si hanno da queste parti, tipo secchiate d’acqua!
Ah dimenticavo: il tutto contornato da sciami di mosche e soprattutto zanzare, che erano grosse più delle mosche, e con cui ho lottato, uccidendone ben 12, dopo che queste ultime avevano osato entrare nella mia tenda senza chiedere il consenso!;-) Vi giuro: non avevo visto mai una concentrazione di zanzare come in quel posto. Per rendere l’idea erano così tante che il loro ronzio poteva svegliarti nel mezzo del sonno, cosa che non è avvenuta per via del rumore della pioggia!) ma questo parco non è che mi abbia entusiasmato così tanto..

Cosa che invece non è accaduta al Nitmiluk park, che è un altro parco che si trova nelle vicinanze (a soli 160 km dal Kakadu, che in Australia vuol dire niente!) che racchiude (nella sezione Katherine gorge) una serie di gole e cascate (ben 13!) davvero interessanti.

Di questo parco mi ricorderò sempre le splendide pareti rocciose ammirate sia attraverso una camminata (come al solito!) che si snoda per tutte le gole (ma io Dany e la Cry siamo arrivati alla prima perché dopo i 12km del Kakadu eravamo un “ po’ ”stufi di camminare, mentre Vito è arrivato fino alla terza sparandosi tra andata e ritorno 30 km!!!) e sia attraverso la canoa..
Infatti era possibile scegliere quest’altro modo per ammirare dal fiume (appunto il Katherine river) le gole e le pareti che stanno attorno al fiume stesso.
Non per questo è stato meno stancante visto che le ben 4 ore di canoa (potevamo scegliere se affittarle per la mattinata o per l’intera giornata) ci hanno comunque devastato sia fisicamente che psicologicamente (sulla canoa eravamo io e Vito e se riuscivamo ad andare dritti per una decina di metri era già un affare!:-S).
Cmq la scelta della canoa è stata azzeccatissima perché la visuale era di gran lunga migliore rispetto alla camminata.

Oltretutto il parco mi è piaciuto molto perché, tra le atre cose, ho avuto il mio primo incontro ravvicinato con un canguro.

Sono davvero degli animali simpatici e molto buffi quando li vedi zampettare a destra e a sinistra per via del fatto che stavano cercando del cibo nel camping park. Poi la scena dove 2 cuccioli di canguri giocavano tra di loro stando appoggiati sulle loro code è stata fantastica. Peccato che non abbia potuto filmare il tutto perché era buio. Fatevi bastare le foto!!!;-)
Un'altra sezione del Nitmiluk park è rappresentata dalle Edith Falls.
Non grandi come le cascate dei parchi precedenti, ma non per questo meno interessanti.

Oltretutto mentre ero disteso su una roccia a prendere il sole dopo un bagno nella piscina naturale formata da una delle cascate che si incontrano durante uno dei soliti percorsi che costeggiano il fiume, mi sento chiamare in italiano da un ragazzo..Indovinate chi era??Roberto!!!
Il ragazzo italiano che, insieme al suo amico Rolando, ho incontrato all’aeroporto di Dubai e con cui sono andato a fare il giretto notturno nella città del petrolio e non solo..

Certo che l’Australia è proprio piccola!!!;-)
Così insieme ai 2, abbiamo fatto il percorso aggiornandoci a vicenda su quello che ci è capitato in questi quasi 3 mesi senza ovviamente non fare del casino anche qui.
E’ stato molto piacevole rincontrarli di nuovo (mi ero ripromesso di farlo, ed è successo, anche se il caso mi ha dato molto aiuto!) e spero di nuovo che ci possa essere una nuova occasione perché sono davvero dei ragazzi con cui è piacevole trascorrere esperienze come queste..

Nella prossima puntata il viaggio continua verso ovest e precisamente nel Western Australia con il suo selvaggio Kimberley e con il suo fuso orario di un’ora e mezza rispetto a Northern Territory
Si avete capito bene: ancora un altro fuso..Se continuo di questo passo, ritorno in Italia!!!:-S)

Buone ferie (a chi le ha già, se no resistete un altro pochino…;-)